La democrazia nella scuola svedese


da "La democrazia nella scuola svedese" di Milena Galeoto
Photo:Tomas Wester
Per comprendere l’evoluzione del concetto di democrazia all’interno del sistema scolastico svedese, è bene conoscerlo attraverso la sua storia fino a giungere alla conoscenza della sua odierna organizzazione.
L’attuale sistema scolastico svedese si basa sul principio che ciascuno dovrebbe avere uguali possibilità indipendentemente dall'appartenenza etnica o dalla zona di residenza. Tale sistema è certamente uno dei più complessi, articolati ma nello stesso tempo uno dei più completi.
In Svezia il sistema sociale è così elevato da toccare concretamente anche il mondo scolastico. Una grande attenzione viene infatti riservata ai più deboli, agli emarginati e agli stranieri.
Molto alto è il controllo ad opera dell’Agenzia Nazionale per l’Istruzione (Skolverket) che ha il compito non solo di sviluppare, valutare, seguire e supervisionare l’organizzazione scolastica, ma anche di verificare che siano rispettati i diritti di ogni studente.
Vedremo adesso nel dettaglio l’evoluzione della scuola svedese attraverso la storia di ciascuna istituzione educativa in cui era strutturata sino all’odierno sistema. 


 Le origini del sistema scolastico svedese

dal Nationalencyklopedin (2006), Stoccolma:NE(traduzione a cura di Milena Galeoto)


L’origine dell’istituzione scolastica svedese risale all’Alto Medioevo (1000-1200) attraverso la nascita delle prime forme scolastiche istituite presso le cattedrali delle maggiori città quando ancora le terre della Scania (gran parte del sud della Svezia) appartenevano al Regno di Danimarca. Queste prime forme d’istruzione, considerate come origine degli istituti pubblici svedesi, erano di matrice cattolica (di ordine benedettino) ed i principali insegnamenti come la teologia, il latino ed il greco, miravano principalmente alla formazione di sacerdoti (1). Queste istituzioni erano composte da quattro classi e il loro compito era uello di preparare gli allievi agli studi universitari (accademici). L’organo istituzionale referente era il Capitolo del Duomo(2).
La più antica di queste istituzioni è la scuola della Cattedrale di Lund, fondata nel 1085 dal re danese Knut il Santo (Canuto il santo).
Successivamente, la scuola della cattedrale di Linköping fondata nel 1167 e di Abo nel 1200, attuale cittadina finlandese.
In seguito alla Riforma protestante avvenuta nel XVI secolo e alla quale re Gustavo I Vasa aderì nel 1527 facendosi riconoscere dalla Dieta svedese come capo della nuova Chiesa nazionale, le scuole della cattedrale vennero riorganizzate in scuole triviali.
La scuola triviale era così denominata perché costituita da tre discipline fondamentali (trivium) : grammatica, retorica e dialettica.
Essa rappresentava una scuola secondaria inferiore cui seguivano quattro anni di Ginnasio, introdotto nel 1623 dal vescovo Johannes Rudbeckius ed ispirato alla tradizione culturale tedesca .
Era possibile accedere ad esso attraverso un esame al termine della scuola triviale, istituzione che continuò ad esistere sino al 1905 quando fu sostituita dalla realskolan (scuola media inferiore).
Presso la nobiltà e nelle grandi tenute, l’istruzione era esercitata ad opera di istitutori privati.
Illustrazione medievale di una Katedralskola





Scuola superiore secondaria (Gymnasieskola)
Dal 1620 e in poi le scuole ginnasiali furono istituite in tutte le città, o meglio in tutte le diocesi. La prima fu fondata a Västerås nel 1623.
Le funzioni formative specifiche del ginnasio furono definite nella riorganizzazione scolastica del 1649: i livelli di insegnamento furono stabiliti in tre livelli: scuole triviali, ginnasi ed accademie (università).
I primi due ordinamenti comprendevano ognuno quattro anni di corso, ponendo fine al vecchio sistema che dal 1571 al 1611 prevedeva due corsi biennali.
Il ginnasio dal 1649, fortemente ancorato alla teologia, aveva come base istituzioni scolastiche latine che resisteranno per oltre duecento anni.
Nel 1693 avvenne un’ulteriore innovazione nel sistema scolastico che introdusse un esame per coloro che avrebbero voluto proseguire gli studi all’Accademia (Università), fu questa la prima forma istituzionale di esame scolastico.
Uno dei motivi dell’introduzione di questo esame fu quello di porre un limite al diritto che l’aristocrazia si era arrogato di far accedere i propri figli all’università senza che fosse accertata una loro precedente preparazione aquesto tipo di studi.
Nel 1724 il sistema scolastico operò un rafforzamento nell’insegnamento del leggere, dello scrivere e dell’aritmetica nell’ Apologia-skolan5 (scuole evangeliche liberali) (3).
Questa riforma che riguardava soprattutto i futuri commercianti e gli impiegati, il ceto medio insomma, sancì l’inizio del ginnasio medio (betyg-gymnasium) .
Si ebbe una valorizzazione e un potenziamento dell’insegnamento delle discipline scientifiche in seguito al successo delle opere del biologo e naturalista svedese Carl Nilsson Linnaeus.
Nel 1807 il sistema scolastico già modificato nel 1724 fu totalmente rifondato e sostituito da un nuovo ordinamento.
L’importanza del latino come lingua internazionale era ormai quasi del tutto esaurita, al suo posto furono introdotte la lingua francese e quella tedesca che gradualmente lo sostituirono.
Questo nuovo sistema scolastico subì ulteriori riforme nel 1820: le classi apologetiche furono incrementate e rese autonome, separandole dai ginnasi.
Una legge proposta nel 1828 prevedeva di dividere il ginnasio in due differenti sistemi d’insegnamento: uno classico ed uno moderno; dal sistema moderno ebbe origine “l’indirizzo medio" (reallinjen, linea media)
che tuttavia dovette aspettare fino al 1849 prima che la proposta fosse attuata completamente.
Proprio in questo anno infatti il ginnasio fu suddiviso in due indirizzi di studio di uguale durata, riuniti in un solo istituto scolastico con l’introduzione di un esame finale che dal 1878 al 1905 verrà denominato
“esame di maturità” (mogenhetsexamen).
Lo statuto scolastico del 1878 sanciva la divisione delle istituzioni scolastiche in una istituzione scolastica della durata di tre o cinque anni che
non prevedeva un esame finale, ed un’altra della durata di nove anni con
esame finale (realexamen).
Dato che la maggior parte degli allievi optava per la formazione inferiore dove non era previsto l’esame finale, la scuola fu riorganizzata secondo lo statuto scolastico del 1905 in corsi inferiori di sei anni chiamati “scuola media inferiore” ed una scuola superiore di quattro anni chiamata “ginnasio”.
Successivamente, nel 1928, fu introdotto un esame anche nella scuola media nferiore chiamato “esame medio”.
Dal 1918 furono istituite anche scuole tecniche a livello ginnasiale che diedero vita agli “istituti scolastici tecnici” costituiti sia da un ginnasio tecnico triennale e sia da un corso tecnico elementare biennale.
A partire dal 1905 inoltre ebbero accesso all’istruzione pubblica anche le donne, inizialmente solo nelle scuole medie inferiori per poi essere ammesse a frequentare il ginnasio a partire dal 1920; è tuttavia solo con lo statuto scolastico del 1928 che questo divenne ufficiale.
Dal 1905 furono istituite le scuole medie comunali della durata di quattro anni basate sulle sei classi della vecchia scuola popolare che terminavano con un esame denominato esame medio. Chi frequentava questo tipo di scuola aveva diritto ad un contributo statale; a partire dal 1944 la maggior parte di questi istituti fu trasformata in scuole medie statali.
Dopo il 1950, quando entrò in vigore la scuola elementare di base della durata di nove anni, le scuole medie cominciarono a scomparire, l’ultima fu eliminata nel 1972.
Nel 1964 il Parlamento deliberò di istituire un nuovo ginnasio diviso in cinque indirizzi (linee): umanistico, di scienze naturali, di scienze sociali, economico e tecnico.
I cinque indirizzi avevano ciascuno una durata triennale, quella tecnica (Yrkesskola, ) prevedeva anche un quarto anno di specializzazione.

La scuola Popolare (Folkskola)
Prima dell’introduzione della scuola popolare nel 1842 esisteva già in Svezia una forma di istruzione obbligatoria contemplata nelle leggi della chiesa del 1686. Secondo queste norme ecclesiastiche era demandata ai sacerdoti l’istruzione dei fedeli che si svolgeva nelle parrocchie.
L’insegnamento era principalmente incentrato sugli insegnamenti basilari del cristianesimo e del protestantesimo.
L’insegnamento era rivolto a tutti: vecchi, giovani, uomini e donne e si svolgeva sotto forma di “husförhör”, cioè gruppi di persone riunite nelle loro case. Le materie principali erano scrittura e preparazione alla cresima;
l’insegnamento della lettura era affidato al sagrestano. In un decreto governativo del 1723 si impose ai genitori di insegnare ai bambini a leggere e far si che apprendessero gli insegnamenti fondamentali del cristianesimo.
I sacerdoti annotavano su un registro il livello di istruzione e dall’analisi di questi documenti si può desumere che già precedentemente l’introduzione della scuola dell’obbligo, avvenuta nel 1842, il livello di istruzione medio in Svezia era abbastanza elevato.
Una prima proposta per l’istituzione della scuola pubblica fu presentata al Parlamento dalle autorità ecclesiastiche unitamente ad alcuni politici liberali nel 1809; ciò portò all’apertura di molte scuole in diverse parrocchie e diocesi.
Nel 1842 entrò in vigore una legge per l’introduzione della scuola pubblica in Svezia. Secondo questo decreto le scuole popolari dovevano essere presenti obbligatoriamente in ogni parrocchia e in ogni diocesi.
Questa scuola doveva essere permanente ed avere insegnanti riconosciuti dallo Stato. Non era prevista una divisione in classi perché tutti dovevano frequentare la stessa scuola senza limiti d’età e doveva essere amministrata localmente, cioè dalla relativa parrocchia.
La scuola popolare non riscosse particolare successo; infatti le popolazioni contadine, alle quali questa istituzione era principalmente rivolta, non erano affatto convinte dell’utilità dell’istruzione obbligatoria.
Intanto tra le classi più agiate continuava la consuetudine di affidarsi ad istitutori privati per l’istruzione dei ragazzi. La mancanza di insegnanti e di strutture pubbliche da adibire all’insegnamento fece ritardare di parecchio l’affermazione dell’insegnamento pubblico, molto di più dei cinque anni che erano stati previsti come termine alle parrocchie per attuare la riforma scolastica.
Nel 1847 neanche la metà dei bambini con l’obbligo di istruzione erano stati iscritti nelle scuole. Molti di questi erano costretti a percorrere notevoli distanze per recarsi a scuola, così nel 1856 furono stanziati sussidi statali per creare un numero maggiore di scuole popolari anche nei centri minori in modo che anche i bambini residenti nei villaggi più isolati potessero usufruire dell’istruzione pubblica; inizialmente ci si affidò ad insegnanti non diplomati. All’interno di questo tipo di scuole c’erano anche scuole minori; infatti soprattutto nelle grandi città, dove il numero degli scolari era molto elevato, si dovette operare una divisione in due o più gruppi in base all’età scolare, questa divisione decretò l’inizio della separazione delle scuole per stadi e classi.
La prima scuola elementare compare nel 1858, (Småskola) ma fu istituzionalizzata solo con lo statuto scolastico del 1882. I primi due anni di scuola elementare rientravano nella Småskola (Små, piccolo) ed il successivo biennio di istruzione primaria rientravano nella Folkskola.
Classi di una folkskola del 1850, Lund (Svezia)
A questo ordinamento attraverso lo statuto del 1882 si aggiunsero due ulteriori classi di proseguimento dette Fortsättningsskola (Fortsättning, vuol dire proseguimento). Soltanto nel programma di studi del 1919 si coordinarono queste scuole in una istituzione scolastica unica della durata di sei anni. Agli inizi ogni parrocchia aveva il proprio programma scolastico, i programmi governativi costituivano semplicemente un modello esemplare di come potevano essere elaborati dei programmi scolastici.
Nel 1914 si istituì una Direzione Generale della scuola del popolo, che nel 1920 si fuse con la precedente Direzione degli istituti scolastici diventando così l’odierno Agenzia Nazionale per l’Educazione (Skolverket).
Nel 1914 si decise di istituire un corso quadriennale per insegnanti di scuole popolari. Nel 1919 fu redatto un nuovo programma d’insegnamento della scuola popolare, si modificò la normativa riguardo l’insegnamento del cristianesimo, perciò lo studio del catechismo che sino ad allora era dominante, fu completamente abolito.
Solamente nel 1920 si può affermare che la scuola popolare della durata di sei anni è stata compiutamente realizzata. Nel 1937 il Parlamento decretò che la scuola popolare doveva diventare settennale, ma una riforma vera e propria si realizzò soltanto nel 1949. Nel 1941 si cominciò ad introdurre l’insegnamento dell’inglese come primalingua straniera. Dopo un decreto parlamentare del 1962, si istituì una nuova scuolaobbligatoria di nove anni detta “scuola di base” (grundskola) che sostituì successivamente la scuola popolare e nel 1977 fu l’unica forma diinsegnamento vigente.
Le scuole femminili (Flickskolor)
Le Flickskolor erano scuole d’istruzione superiore per ragazze. Quelle maschili avevano una tradizione pluricentenaria, ma per le ragazze non esisteva un insegnamento superiore organizzato.
In pratica l’unica istruzione garantita alle donne era quella della scuola popolare, una formazione elementare. L’alternativa era l’istruzione privata a mezzo di governanti o nelle cosiddette “Pensioni per ragazze”.
La prima scuola femminile fu fondata in Svezia nel 1786, a Göteborg da “Herrnhutiska Brödraförsamlingen”. Altre sono la “scuola Wallin” a Stoccolma (1831) con ginnasio dal 1974 e la scuola “Kjellberg”(1836) a
Göteborg con seminario per “insegnanti” dal 1908.
Durante il 1850 sorsero numerose scuole femminili spesso per iniziativa di donne e di solito con aiuti economici comunali.
Le scuole femminili erano “private” e sono state a lungo fuori dall’organizzazione per l’istruzione ma avevano d’altra parte grande libertà nell’organizzare il programma d’istruzione. Lo standard variava naturalmente fra le diverse scuole.
Dal 1874 queste ricevettero sovvenzioni statali e con questo un certo controllo da parte delle autorità.
Nel 1928 le scuole femminili potevano richiedere di divenire comunali. Queste istituzioni erano presenti soprattutto nelle città ed avevano un caratteristico profilo di scuole borghesi con tasse d’iscrizione e tasse
periodiche abbastanza elevate, eccetto per le successive scuole femminili comunali.
Dal 1900 lo stato si assunse maggiori responsabilità, anche per l’istruzione superiore delle ragazze e con questo diminuì il bisogno di particolari scuole femminili. Allo stesso tempo ebbe successo l’idea di insegnamento misto e ciò fece si che le scuole femminili fossero una forma di scuola inutile.
pertanto furono abolite nel 1956.

L’Università (Universitet)
L’Università è sorta in Europa durante l’alto Medioevo (1100-1200). Molte di queste istituzioni ottennero dal 1200 un riconoscimento ufficiale dal Papa ed altre autorità mondiali con particolari statuti.
Durante l’alto Medioevo gli studenti svedesi erano indirizzati a Parigi per ottenere una formazione universitaria ed in seguito anche in università tedesche.
Nella maggior parte delle università gli studenti erano raggruppati a seconda della loro appartenenza geografica. 
Nell’università di Parigi erano presenti quattro formazioni: Gallica, Picardica, Normanna ed Anglosassone; gli allievi svedesi appartenevanoalla classe Anglosassone.
La prima università in Svezia fu quella di Uppsala, fondata nel 1477 (due anni prima dell’università di Copenhagen). Durante il periodo di maggiore potenza furono fondate diverse università nelle province dominate per integrarle alla cultura svedese. 
Queste le università fondate:
- Dorpat (Tartu in Estonia) dal 1632 al 1710.
- Åbo (Turku in Finlandia) dal 1640 al 1808. Dal 1828 fu
trasferita ad Helsinki.
- Lund (allora Danimarca) nel 1668.
- Greifwald (Germania) dopo la pace di Westfalia nel 1648, in mano svedese sino al 1815.
Nel 1700 dunque la Svezia possedeva cinque università ma in seguito al trattato emanato dal Congresso di Vienna (1814-15), la Russia acquisiva il Granducato di Finlandia, alla Svezia veniva riconosciuta la Norvegia e le università si ridussero a due ordinamenti: Uppsala e Lund.
L’università ricevette presto una organizzazione permanente che comprendeva quattro facoltà: Filosofia, Teologia, Giurisprudenza e Medicina. La facoltà di Filosofia era preparatoria alle restanti tre facoltà
superiori.
Precedentemente l’Università era denominata “Accademia”, “Istituto di studi superiore” o “Congregazione di sapienti”.
Per accedere a queste istituzioni bisognava aver frequentato obbligatoriamente gli studi di preparazione nelle scuole secondarie superiori.
Queste inizialmente erano le scuole del Duomo o della Cattedrale, poi le scuole ginnasiali.
Nel 1870 le donne ebbero il diritto di sostenere esami studenteschi ed il diritto di studiare presso la facoltà di Medicina (ma non le altre facoltà). Verso la fine del 1800 si dicusse in Parlamento affinchè le due grandi città,
Stoccolma e Göteborg, divenissero Università oppure “Scuole superiori”.
La “Scuola superiore”di Stoccolma nacque nel 1878 e quella di Göteborg nel 1891. Queste scuole divennero ben presto università ma lo “status formale” di università lo ebbero solo dopo cinquanta anni, Göteborg nel
1954 e Stoccolma nel 1960. Nel 1965 si istituì l’università di Umeå e nel 1975 quella di Linköping.
Nel 1999 le scuole superiori di Karlstad, Örebro eVäxsjö divennero università.
Durante la seconda metà del 1900 molte riforme mutarono l’organizzazionen dell’università.
La direzione era affidata ad un Rettore ed ad un Consiglio di amministrazione (L’amministrazione di Uppsala ha mantenuto il vecchio nome “Concistoro”(4). Le quattro facoltà iniziali (Filosofia, Teologia, Giurisprudenza, Medicina) sono state integrate con nuove facoltà: Scienze sociali, Scienze naturali, Matematica, Informatica e Farmacia.
Gli esami più comuni sono: Esame di Candidato Maestro (Kandidatexamen) ed esame di Scuola superiore (Högskagexamen).
Gli attuali esami universitari e di scuola superiore hanno radici negli esami che si svilupparono presso le prime università nel 1100 – 1200, specialmente quella di Parigi.
Il “Baccalareus”(candidato) era l’esame inferiore presso la Facoltà di Filosofia.
Il “Magister artium” era l’esame massimo presso la stessa facoltà.
Questo si acquisiva con una prova di erudizione dopo quattro ulteriori anni di studio. Nel 1400 “Dottore” divenne il massimo titolo di istruzione nelle facoltà di Teologia, Giurisprudenza e Medicina mentre la facoltà di
Filosofia mantenne il titolo di Professore.
In seguito alle riforme delle scuole superiori nel 1969 e 1977 furono aboliti in Svezia i titoli degli esami. Doveva solo rimanere il titolo di “Dottore”.
Nel 1986 furono riconfermati i titoli di “Candidato” per gli esami di Teologia, Giurisprudenza e Filosofia.
Accanto alle università si istituirono istituti scolastici per studi superiori con un limitato numero di materie (es. la scuola superiore di Stoccolma 1878) ed indirizzate specificatamente alla formazione dei medici, dentisti,
ingegneri ecc. Questi istituti furono chiamati “scuole superiori”. Solo con la riforma scolastica del 1977 la denominazione “scuola superiore” divenne la denominazione comune sia per università che per scuole superiori.
La scuola dell’obbligo
Dopo un decreto del Parlamento nel 1962 si istituì una scuola obbligatoria di base di nove anni.
Questa nuova scuola era stata già introdotta nel 1950, come sperimentazione, in alcune città.
La scuola obbligatoria sostituì successivamente i compiti della scuola popolare e fu definitivamente istituita nel 1971.
Già da quando la scuola popolare fu istituita nel 1842, la Svezia aveva un sistema scolastico parallelo con differenti tipi di scuole che prevedevano lo studio di materie simili o addirittura identiche.
La scuola popolare e gli altri istituti scolastici inizialmente procedevano in modo parallelo. Lo stesso valeva per le scuole comunali e le scuole superiori statali.
Questo parallelismo aumentò attraverso l’istituzione di numerose scuole superiori comunali: scuola media comunale, scuola femminile, scuole complementari e scuole medie professionali.
Il sistema scolastico svedese diventò alla fine poco chiaro.
Le scuole con un maggior numero di materie e con un esame finale avevano uno “status superiore” e si differenziavano chiaramente dalle altre scuole.
Per le scuole di campagna era molto difficile mantenere il passo con le scuole di città riguardo l’evoluzione e lo sviluppo della scuola stessa.
Durante il 1940 l’organizzazione scolastica era controllata da due Commissioni statali. Già dopo alcuni anni si decise che si doveva istituire una “scuola unitaria” al posto delle scuole popolari e medie.
Con “scuola unitaria” si intendeva una forma scolastica con una organizzazione unitaria e con fini di studio unitari che dava a tutti o alla maggior parte una istruzione a livelli definiti. Il processo di istruzione fu modificato nelle nuove scuole obbligatorie.
Fra l’altro l’insegnamento della religione fu cambiato da “cristianesimo” in una materia orientativa al cristianesimo e ad altre religioni.
La scuola obbligatoria era divisa in tre stadi differenti: “stadio elementare” che comprendeva i corsi scolastici 1 – 3 (sette - nove anni), “stadio medio”(scuola media, scuola secondaria di primo grado) per i corsi 4 – 6
(dieci – dodici anni) e “scuole superiori” (scuole secondarie di secondo grado) per i corsi 7 – 9 (tredici - quindici anni).
Con questo nuovo stato di cose si vennero a creare nuove categorie di insegnanti: insegnanti elementari, di scuola media-liceale e insegnanti di scuola superiore-università.
Nelle scuole elementari e medie l’insegnante era unico e seguiva le classi durante i tre anni del rispettivo stadio. Nelle scuole superiori invece era presente un insegnante per ogni materia.
Nella nuova scuola obbligatoria dal 1962 i corsi scolastici 7 e 8 erano obbligatoriamente unificate, gli insegnamenti relativi a queste classi potevano essere scelti tra un vasto numero di materie.
Il corso 9 era diviso in 10 “linee” (indirizzi), una di preparazione al ginnasio e 9 generali e di preparazione a diversi mestieri. Questo vasto sistema di indirizzi (linee) si dimostrò tuttavia troppo ampio. La maggior
parte degli studenti sceglieva le linee teoriche.
In un nuovo programma scolastico del 1969 il sistema delle linee venne elimanato. Tutta la scuola superiore, cioè i corsi 7 – 9, venne unificata con la possibilità di scegliere una materia facoltativa come una lingua straniera, arte, economia e tecnica.
Attraverso un decreto parlamentare del 1990/91 la scuola d’obbligo divenne comunale. 
Nel programma scolastico del 1994 (Lpo 94) il sistema di votazione (valutazione) venne modificato dal precedente “sistema relativo” ad un sistema relazionato al fine/scopo.
Dall’anno scolastico 1998/99 i programmi di studio sono stati adeguati in modo tale da comprendere anche la forma scolastica volontaria “förskoleklass”, classi pre - elementari per i bambini di 6 anni (la
corrispettiva scuola materna italiana). Anche gli asilo devono attenersi a questo programma il più possibile con lo scopo di coordinare asili, classi pre - elementari ed elementari.


La valutazione
Con i voti l’Amministrazione scolastica intendeva dare una valutazione generale delle prestazioni scolastiche di un allievo durante un certo periodo di tempo. Il “verdetto”, che il prete dava una volta nei registri delle lezioni tenute in casa degli allievi, riguardo la preparazione di un individuo (es: conoscenza della lettura), si può considerare come il predecessore della votazione.
Già in precedenza, nella storia dell’istruzione, accadeva che un allievo riceveva un “testimonium”(giudizio) a studi completati, cioè una dichiarazione sulle sue prestazioni. Questo era di regola molto conciso come
ad esempio: Diligente.
All’inizio del 1820 si introdusse il sistema di cifre e lettere per stabilire il grado di preparazione degli allievi. Nel programma scolastico del 1820 vi erano quattro categorie di voti: A = lodevole, B = approvato, C =
sufficiente, D = insufficiente.
Con lo statuto scolastico del 1905 queste furono aumentate a una scala di 7 gradi : A, a, AB, BA, B, BC e C. Questi erano già stati introdotti nella scuola popolare dal 1897.
Questo tipo di sistema di valutazione era chiamato “absoluta betyg”(votazione assoluta) il che comportava che la valutazione delle prestazioni era effettuata in relazione al programma scolastico.
Nel 1940 ci furono delle critiche contro questo sistema ed al suo posto fu proposta una “Valutazione relativa”(relativa betyg).
La “valutazione relativa” fu introdotta nel programma scolastico per scuole d’obbligo nel 1962 e più tardi anche nel ginnasio. Con il sistema di valutazione relativa si desiderava realizzare un sistema valido a livello
nazionale.
Nel sistema di valutazione relativa si usava una “scala numerica di votazione” di cinque gradi, da 1 a 5, dove il 5 era il voto massimo.
Essendo un sistema numerico si poteva così calcolare un “voto medio”.
Istruzioni su come dare i voti agli allievi erano presenti nel programma scolastico del 1962.
In aiuto agli insegnanti, il Ministero della Pubblica Istruzione organizzò per alcune materie e per la scuola obbligatoria degli esami standard e prove centrali (effettuate durante l’anno scolastico) per il ginnasio.
Con l’aiuto dei risultati di queste prove, valevoli a livello nazionale, il singolo insegnante poteva valutare il livello della propria classe.
Già alla fine del 1980 ci furono critiche contro la valutazione relativa. Si intendeva che il voto doveva essere dato in relazione al “fine” di studio.
Altri invece erano a favore di una scuola dove ogni voto doveva essere dato ad un preciso contenuto di preparazione (conoscenza della materia).
Nel 1994 il Parlamento decise che le valutazioni relative dovevano essere sostituite con un “sistema di valutazione in relazione al fine”, sia nella scuola d’obbligo che nel ginnasio.
Il ginnasio possiede oggi, quattro gradi di voto: “non approvato, approvato, ben approvato e molto ben approvato”.
Il Ministero della scuola mette a disposizione dei corsi formativi per gli insegnanti come ausilio nella valutazione dei propri allievi.
Parallelamente ai sistemi di valutazione sopra descritti (cioè assoluta, relativa e relativa al fine) attualmente si discute riguardo al sistema di valutazione “relativo all’individuo”, questo è pensato per essere messo in
relazione alle condizioni del singolo allievo.
Il Sistema scolastico Svedese odierno
La Svezia è una monarchia costituzionale il cui sovrano è Carlo XVI Gustavo e il primo ministro, Fredrik Reinfeldt, leader del partito moderato.
Costituzionalmente, il parlamento unicamerale o Riksdagen, è l'autorità suprema in Svezia. I parlamentari sono eletti con il sistema proporzionale e dispongono di un mandato quadriennali.
Gli Organi che presiedono il sistema educativo sono: il Parlamento, Riksdagen , ed il Ministero dell’Educazione e della Ricerca, Utbildningsdepartementet, che formula gli obbiettivi della scuola d’infanzia
e della scuola dell’obbligo.
Il Mandato Educativo detta gli obbiettivi fondamentali per tutte le scuole, formula i valori di base, la filosofia educativa adottata e mira ad interrogarsi e a ridefinire termini come “conoscenza”.
Il programma Nazionale detta ciò che deve essere insegnato nelle scuole.
L’Agenzia Nazionale per l’Educazione, Skolverket, è responsabile per rendere sicuro che gli obbiettivi nazionali e le linee guida siano seguiti attraverso regolari ispezioni.
Questa autorità continuamente aggiorna e sviluppa programmi di studio e i criteri di valutazione degli studenti.
L’Agenzia Nazionale Svedese per lo Sviluppo della Scuola, Myndigheten för Skolutveckling, ha il compito di garantire il livello delle scuole nel paese; migliorare le condizioni educative per bambini ed adolescenti in
ambienti caratterizzati da diversità sociale ed etnica, è una priorità.
Nel 1991, il governo affidava gran parte delle responsabilità, inerenti alla scuola, ai comuni.
Nel 1994, i curricula che sono stati introdotti interpretavano la missione della scuola Svedese in un modo radicalmente differente.
Le modifiche delineavano, tra le altre cose, le responsabilità educative, i metodi d’insegnamento, il ruolo degli insegnanti e il materiale didattico.
A partire con i curricula nazionali per la scuola d’infanzia, scuola obbligatoria e scuola superiore, i comuni sono responsabili di formare il loro proprio curriculum.
Il curriculum dovrebbe dare alle scuole una certa libertà di sviluppare il proprio profilo.
L’istruzione obbligatoria include le scuole obbligatorie, le scuole Sami, le scuole speciali (specialskola), e i programmi per allievi con disabilità mentali (särskola).
L’istruzione non obbligatoria include le scuole d’infanzia, le scuole superiori per studenti con handicap mentali, l’educazione per adulti e l’educazione per adulti con handicap mentali.
- Le scuole d’Infanzia (Förskolan) sono aperte ai bambini dagli uno a cinque anni di età. I comuni hanno l’obbligo di provvedere all’ istruzione pre-scolastica per i bambini i cui genitori lavorano o studiano.
La tradizione Svedese della scuola d’infanzia evidenza l’importanza del gioco nel processo di sviluppo ed apprendimento.
Nel curriculum delle scuole d’infanzia, l’interesse dei bisogni dei bambini, sono la chiave per la loro educazione.
Le aree di sviluppo che riguardano l’educazione prescolastica, variano da paese a paese. Tuttavia i principali temi educativi sono rappresentati nella maggior parte dei sistemi.
Temi come:
- Lo sviluppo personale, emotivo e sociale.
- La comunicazione, parlare ed ascoltare.
- La conoscenza e la comprensione del mondo circostante.
- Lo sviluppo creativo ed estetico.
- Consapevolezza e sviluppo di abilità matematiche.
- La scuola dell’obbligo (Grundskola) ha una durata di nove anni, a partire dall'età di 7 anni, anche se è lasciato ai genitori che lo desiderano anticipare questo passaggio già dall’età di 6 anni, sempre che il comune sia in grado di fornire il servizio.
La scuola dell’obbligo è mista, polivalente ed è rivolta a tutti i giovani fino all’età di 16 anni. Questo principio vale anche per le popolazioni Sami del nord della Svezia che godono di una certa autonomia nel rispetto delle
tradizioni etniche, ma anche per chi frequenta le scuole speciali (bambini ciechi, sordi e muti), e per i bambini affetti da handicap mentale. Per questi ultimi la durata dell’obbligo si estende fino a dieci anni e comprende anche una scuola di formazione professionale.
Il Mandato Educativo Svedese afferma che tutti i bambini e giovani dovrebbero avere uguale accesso all’educazione, indipendentemente dal sesso ed estrazione socio-economica. Tutta l’educazione nel sistema
pubblico scolastico è gratuita.
La scuola svedese è finanziata prevalentemente con fondi pubblici e nel 1993 la spesa pubblica globale per il sistema scolastico nel suo complesso rappresentava circa il 7,5% del PIL, il che fa della Svezia uno dei paesi che maggiormente spende nell'istruzione.
Un calendario nazionale specifica il minimo di ore da spendere per ogni materia.
Questo comprende la lingua Svedese, L’inglese, le scienze matematiche , le scienze naturali, gli studi sociali, gli studi religiosi, le arti e mestieri, educazione fisica e sanitaria.
Le scuole individuali possono, entro i parametri consentiti, sviluppare un profilo speciale assegnando più ore a certe materie.
Per accedere alle scuole superiori è necessario superare delle esami attitudinali sia in Svedese, in Inglese e Matematica.
- La scuola secondaria superiore (Gymnasieskola) non è obbligatoria ma gratuita. A 16 anni i ragazzi passano direttamente all’istruzione secondaria che dura 3 anni e si articola in 16 programmi nazionali, affiancati da programmi specifici predisposti nell’ambito dell’autonomia di ogni singolo istituto oltre a programmi individuali per far fronte a particolari situazioni relativi a difficoltà di apprendimento.
I due programmi più comuni sono scienze sociali (samhällskunskap) e scienze naturali (naturvetenskap). I programmi sono suddivisi in orientamenti. Si possono distinguere principalmente i programmi di formazione generale e programmi di formazione professionale. Per gli alunni diversamente abili i programmi, confacenti al grado di handicap, sono nazionali e durano 4 anni. Dei 16 programmi, 14 toccano prevalentemente la formazione professionale mentre gli altri 2 preparano agli studi universitari per chi decide di continuare gli studi.
Al termine del percorso superiore lo studente si ritrova con un diploma generale spendibile sul mercato del lavoro o propedeutico alla continuazione degli studi universitari la cui durata varia da due a cinque
anni a seconda che si voglia conseguire un diploma professionale mediante corsi secondari superiori ("högskoleexamen") o un titolo accademico ("magisterexamen").Nell’ottica della scelta formativa una considerazione particolare meritano le cosiddette scuole indipendenti, quelle che da noi
sono conosciute come scuole paritarie.
- Le scuole indipendenti sono state rivalutate in Svezia nel 1992 quando il Governo introdusse lo School voucher system (letteralmente: sussidio scolastico). Ai genitori, infatti, è ampiamente riconosciuto il diritto
di scegliere tra scuola statale e scuola indipendente con sovvenzioni garantite dallo stato o dall’ente locale in base al numero degli alunni iscritti nell’anno scolastico. Per quanto concerne l’insegnamento alle scuole
indipendenti è riconosciuta la possibilità, mediante convenzioni, di seguire metodi e sistemi didattici riconosciuti dall’Agenzia Nazionale per l’Istruzione a cui è demandato il compito di controllo con potere di revoca
dell’autorizzazione in caso di inadempienza. In Svezia, infatti, non sono poche le scuole che si presentano sotto un profilo religioso o su canoni prettamente didattici con particolare riferimento al metodo Montessori o al più articolato indirizzo pedagogico che si rifà alla teoria del filosofo Rudolf Steiner, meglio nota come teoria di Waldorf dal nome della fabbrica di Stoccarda ove fu sperimentato per la prima volta sui figli degli operai.
Anche le scuole superiori possono presentarsi indipendenti con particolari sovvenzioni da parte delle comunità locali e possono anche organizzarsi come realtà integrative al corpo principale dell’istruzione secondaria. A questa categoria appartengono, ad esempio, le scuole dell’arte e quelle dell’artigianato, ma anche le scuole internazionali organizzate per far fronte


L’autonomia delle scuole
Le indagini sul miglioramento delle scuole sono diventate una delle costanti delle riforme scolastiche imperniate sulla autonomia degli istituti d'istruzione. Esse hanno non solo contribuito a preparare il terreno per questo tipo di riforme, ma ne hanno legittimato la pertinenza dal punto di vista scientifico raccogliendo prove sull'efficacia e gli effetti dell'autonomia concessa alle scuole.
Gli ultimi vent'anni del XX secolo sono stati marcati dai tentativi di cercare un assetto diverso della distribuzione delle competenze all'interno dei sistemi scolastici . I paesi nei quali questa tendenza, che modifica i canoni del governo delle scuole applicati per decenni e che ha più profondamente trasformato il paesaggio scolastico sono stati l'Inghilterra, la Nuova Zelanda e la Svezia.
Queste riforme sono state ispirate in gran parte dalle teorie del “ new public management ” applicate alla scuola con l'obiettivo di sostituire un modello di gestione di stampo burocratico e gerarchizzato, ritenuto
deresponsabilizzante e poco efficace, con uno manageriale, che chiede agli attori scolastici, ossia ad autorità locali, presidi, docenti e studenti di assumere nuove e diverse responsabilità nella vita scolastica di tutti i
giorni, di operare in modo trasparente e di rendere conto dei risultati conseguiti con le risorse messe a loro disposizione (v. Bottani, 2002).
Alla base di queste riforme vi è una serie di ipotesi sui fattori che possono contribuire al miglioramento della qualità delle scuole: ad esempio, il ridimensionamento dell'apparato burocratico; la ridistribuzione delle responsabilità d'ordine finanziario, gestionale, didattico, organizzativo in seno al sistema scolastico; l'adozione di incentivi che premiano le buone scuole o di provvedimenti coercitivi che obbligano quelle deboli a migliorarsi; l'instaurazione di forme dicontrollo della qualità delle prestazioni da parte degli utenti; la concorrenza tra scuole; la libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie, e via di seguito.
La Svezia è stato il primo paese a intraprendere questa strada. In ventincinque anni, tra il 1975 e il 2000, il sistema scolastico svedese uno dei più centralizzati d'Europa, ha cambiato volto: molte competenze sono
state ridistribuite ai comuni e alle scuole;l'operazione è stata radicale al punto di smantellare quasi completamente il ministero che governava dal centro tutto il sistema scolastico. L'autonomia alla svedese è di genere moderato, perché il modo di decisione che vi si pratica è soprattutto la consultazione; con questo modello, docenti, scuole, comuni hanno ottenuto competenze che mai avrebbero potuto sognare prima della grande svolta avviata dalla maggioranza conservatrice che nel 1976 ha sostituito quella socialdemocratica al potere da 43 anni.

Note
(1) Nella prima metà del IX secolo, monaci franchi introdussero il cristianesimo nella regione; Olaf (o Olof) Skötkonung (994-1022) fu il primo sovrano svedese a convertirsi alla nuova fede.
(2) Il Capitolo è un collegio costituito da ecclesiastici di rango superiore di una chiesa cattedrale.
Quest’antichissima istituzione giuridica incarna, in linea con la sua natura, la cura del culto da parte della chiesa, contribuisce all’amministrazione dell’episcopato e costituisce in certo qual modo un “contrappeso” al potere governativo del vescovo. La denominazione di “capitolo”deriva originariamente dalla lettura per capitoli della Regola, ovvero il testo che riuniva tutte le norme sulla vita della comunità. 
(3) Scuola a carattere religioso che mira a formare i giovani attraverso una formazione scientifica adifesa della fede Cristiana. Tali istituti sono tutt’oggi presenti nel sistema scolastico svedese come scuole indipendenti.
(4) Il concistoro (dal latino consistorium = seduta, assemblea, consiglio) è una riunione formale del collegio consultivo di un sovrano. In origine usato per gli imperatori romani, che avevano un sacrum consistorium ("sacro collegio"), è passato poi nella terminologia religiosa ad individuare i più alti consigli consultivi. Il termine Concistoro nelle Chiese evangeliche è generalmente sinonimo di "Consiglio di chiesa", l'organo di governo della chiesa evangelica locale formato da "anziani" eletti dall'assemblea della comunità.